4) Helvetius. L'importanza dell'educazione.

Helvetius intende l'idea di educazione nel senso pi ampio e
quindi considera l'influenza della famiglia, della societ e di
quant'altro. Da ci deduce che se ne debba mettere in conto la
complessit e l'importanza del "caso".
C.-A. Helvetius, Sullo Spirito, terzo, I (pagina 287).

Se per educazione si intende semplicemente quella che si riceve
negli stessi luoghi, e da parte degli stessi maestri, essa risulta
allora la medesima per un'infinit di uomini.
Ma se a questo termine si attribuisce un significato pi autentico
e pi esteso, comprensivo di tutto quello che coopera alla nostra
istruzione, si pu dire che nessuno riceva la stessa educazione.
Infatti ognuno ha per propri maestri, per cos dire, la forma di
governo sotto la quale vive, i suoi amici, le sue amanti, la gente
da cui  circondato, le sue letture, ed infine il caso _ cio
un'infinit di avvenimenti di cui, per la nostra ignoranza, non
siamo in grado di scorgere la concatenazione e le cause. Questo
caso ha una parte assai maggiore di quella che si ritiene nella
nostra educazione. Esso pone certi oggetti sotto i nostri occhi,
ed  quindi occasione delle idee pi felici; talvolta esso ci
conduce alle pi grandi scoperte_.
La maggior parte degli avvenimenti deriva da piccole cause: noi le
ignoriamo poich la maggior parte degli storici le hanno ignorate
anch'essi, oppure perch essi non hanno avuto occhio per
percepirle. E' pur vero che, a questo proposito, lo spirito pu
riparare alle loro omissioni: la conoscenza di certi princpi
supplisce facilmente alla conoscenza di certi fatti. Perci _
senza arrestarci pi a dimostrare la parte esercitata dal caso in
questo mondo _ si deve concludere che, se sotto il nome di
educazione si comprende in generale tutto ci che contribuisce
alla nostra istruzione, anche il caso deve necessariamente
rientrarvi. Nessuno si trova infatti nello stesso concorso di
circostanze, e nessuno riceve precisamente la medesima educazione.
Gli illuministi francesi, a cura di P. Rossi, Loescher, Torino,
1987, pagine 283-284.
